Tutto è iniziato da una domanda.
Come posso aiutare il mio cane a stare meglio?
Mi chiamo Simonetta Carducci e tutto è iniziato quando il mio Border Collie, Laki, ha avuto la sua prima crisi epilettica all'età di sette anni.
Fino a quel momento era un cane sano, attivo, intelligente e pieno di energia. Poi, improvvisamente, la nostra vita è cambiata.
Come accade per molti cani epilettici, è stata introdotta una terapia antiepilettica prescritta dal veterinario.
Per me questo è sempre stato un punto fondamentale.
La terapia farmacologica è indispensabile e non è mai stata messa in discussione.
Ma nonostante il farmaco, le crisi continuavano a presentarsi. A volte ogni due o tre settimane.
Ogni volta era un colpo al cuore.
Chi vive con un cane epilettico sa cosa significa assistere a una crisi: vedere il proprio compagno perdere il controllo del corpo, cadere, tremare e sentirsi completamente impotenti.
Ma spesso la parte più difficile arrivava dopo.
Quando la crisi finiva, non era davvero finita.
Laki si rialzava, ma per molte ore rimaneva in uno stato di forte agitazione. Camminava nervosamente per casa, abbaiava continuamente e sembrava incapace di ritrovare la calma.
Era come se il suo sistema nervoso non riuscisse a spegnersi.
Provavo a tranquillizzarlo in ogni modo. Anche i farmaci di emergenza spesso non riuscivano a riportarlo rapidamente a uno stato di serenità.
Vederlo così era quasi doloroso quanto assistere alla crisi stessa.
In quei momenti continuavo a farmi sempre la stessa domanda:
"Posso fare qualcosa di più per lui?"
Quella domanda è diventata una ricerca.
Ho iniziato a leggere pubblicazioni scientifiche, articoli e studi sul metabolismo cerebrale, sulla chetosi e sul possibile ruolo dell'alimentazione come supporto nei cani con problemi neurologici.
Più studiavo, più mi convincevo che valesse la pena provare.
Così ho iniziato a cercare un alimento realmente chetogenico.
Pensavo che esistesse già.
Mi sbagliavo.
Ho analizzato decine di marche, letto etichette, composizioni e valori nutrizionali.
Nessuna offriva quello che stavo cercando.
Nessuna proponeva un alimento realmente chetogenico e privo di carboidrati.
Nessuna.
Così ho deciso di fare da sola.
Ogni settimana preparavo personalmente i pasti di Laki.
Selezionavo gli ingredienti, li preparavo, li porzionavo e riempivo il congelatore per i giorni successivi.
Era un lavoro costante.
Settimana dopo settimana.
Mese dopo mese.
Ma non lo vivevo come un sacrificio.
Era semplicemente il modo migliore che conoscevo per prendermi cura di lui.
Poi è successo qualcosa che non dimenticherò mai.
Dopo circa tre mesi dall'inizio di questo percorso alimentare, ho iniziato a notare un cambiamento.
Le settimane senza crisi hanno iniziato ad aumentare.
All'inizio non volevo illudermi.
Contavo i giorni.
Poi le settimane.
Ogni settimana che passava senza una crisi era una piccola vittoria.
Un record.
Controllavo continuamente il calendario.
Per mesi avevo vissuto aspettando la prossima crisi.
Adesso iniziavo a sperare.
Con il passare del tempo gli intervalli tra una crisi e l'altra sono diventati sempre più lunghi.
Oggi Laki continua a seguire regolarmente la sua terapia antiepilettica.
Per me questo è un punto fondamentale.
Brain Balance non è un farmaco e non vuole sostituire in alcun modo le cure veterinarie. La terapia prescritta dal veterinario resta la base del controllo della malattia.
Quello che posso raccontare è la mia esperienza personale.
Affiancando alla terapia una nutrizione attentamente studiata, ho osservato un cambiamento che mi ha dato la forza di continuare questa ricerca.
Oggi Laki continua a seguire regolarmente la sua terapia antiepilettica e, grazie alla combinazione della terapia veterinaria e del percorso alimentare che abbiamo costruito nel tempo, non presenta crisi epilettiche da più di un anno.
Non considero questo un miracolo.
Non considero questo una cura.
Lo considero il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno, fatto di terapia veterinaria, studio, attenzione e nutrizione.
A quel punto ho iniziato a farmi un'altra domanda.
Se io stavo affrontando tutto questo per aiutare il mio cane, quanti altri proprietari si trovavano nella stessa situazione?
Quante persone stavano cercando un'alimentazione che semplicemente non esisteva?
È stato allora che è nata l'idea di Brain Balance.
Ho iniziato a contattare produttori e aziende del settore pet food.
Prima in Italia.
Poi nel resto d'Europa.
Ho scritto a decine e decine di aziende spiegando il progetto e chiedendo se fosse possibile realizzare un alimento realmente chetogenico.
Molti non hanno risposto.
Altri hanno considerato il progetto troppo di nicchia, troppo complicato o semplicemente poco interessante.
Ma non volevo arrendermi.
Così ho continuato a cercare.
Dopo molti tentativi, un'azienda inglese ha deciso di ascoltare davvero il progetto.
Per la prima volta qualcuno ha visto quello che vedevo io.
Non soltanto un prodotto.
Ma una possibilità.
Brain Balance non è nato da un piano marketing.
Non è nato da una moda.
Non è nato da un'analisi di mercato.
È nato dall'amore per un cane.
Dalla paura di perderlo.
Dalla volontà di fare tutto il possibile per aiutarlo.
E dalla convinzione che forse altri proprietari meritassero di trovare una soluzione che io, all'epoca, non ero riuscita a trovare.
Perché prima di essere un marchio, Brain Balance è la storia di Laki.
Ed è la storia di una ricerca che non si è mai fermata.
Tutto è iniziato da una domanda.
Come posso aiutare il mio cane a stare meglio?
Mi chiamo Simonetta Carducci e tutto è iniziato quando il mio Border Collie, Laki, ha avuto la sua prima crisi epilettica all'età di sette anni.
Fino a quel momento era un cane sano, attivo, intelligente e pieno di energia. Poi, improvvisamente, la nostra vita è cambiata.
Come accade per molti cani epilettici, è stata introdotta una terapia antiepilettica prescritta dal veterinario.
Per me questo è sempre stato un punto fondamentale.
La terapia farmacologica è indispensabile e non è mai stata messa in discussione.
Ma nonostante il farmaco, le crisi continuavano a presentarsi. A volte ogni due o tre settimane.
Ogni volta era un colpo al cuore.
Chi vive con un cane epilettico sa cosa significa assistere a una crisi: vedere il proprio compagno perdere il controllo del corpo, cadere, tremare e sentirsi completamente impotenti.
Ma spesso la parte più difficile arrivava dopo.
Quando la crisi finiva, non era davvero finita.
Laki si rialzava, ma per molte ore rimaneva in uno stato di forte agitazione. Camminava nervosamente per casa, abbaiava continuamente e sembrava incapace di ritrovare la calma.
Era come se il suo sistema nervoso non riuscisse a spegnersi.
Provavo a tranquillizzarlo in ogni modo. Anche i farmaci di emergenza spesso non riuscivano a riportarlo rapidamente a uno stato di serenità.
Vederlo così era quasi doloroso quanto assistere alla crisi stessa.
In quei momenti continuavo a farmi sempre la stessa domanda:
"Posso fare qualcosa di più per lui?"
Quella domanda è diventata una ricerca.
Ho iniziato a leggere pubblicazioni scientifiche, articoli e studi sul metabolismo cerebrale, sulla chetosi e sul possibile ruolo dell'alimentazione come supporto nei cani con problemi neurologici.
Più studiavo, più mi convincevo che valesse la pena provare.
Così ho iniziato a cercare un alimento realmente chetogenico.
Pensavo che esistesse già.
Mi sbagliavo.
Ho analizzato decine di marche, letto etichette, composizioni e valori nutrizionali.
Nessuna offriva quello che stavo cercando.
Nessuna proponeva un alimento realmente chetogenico e privo di carboidrati.
Nessuna.
Così ho deciso di fare da sola.
Ogni settimana preparavo personalmente i pasti di Laki.
Selezionavo gli ingredienti, li preparavo, li porzionavo e riempivo il congelatore per i giorni successivi.
Era un lavoro costante.
Settimana dopo settimana.
Mese dopo mese.
Ma non lo vivevo come un sacrificio.
Era semplicemente il modo migliore che conoscevo per prendermi cura di lui.
Poi è successo qualcosa che non dimenticherò mai.
Dopo circa tre mesi dall'inizio di questo percorso alimentare, ho iniziato a notare un cambiamento.
Le settimane senza crisi hanno iniziato ad aumentare.
All'inizio non volevo illudermi.
Contavo i giorni.
Poi le settimane.
Ogni settimana che passava senza una crisi era una piccola vittoria.
Un record.
Controllavo continuamente il calendario.
Per mesi avevo vissuto aspettando la prossima crisi.
Adesso iniziavo a sperare.
Con il passare del tempo gli intervalli tra una crisi e l'altra sono diventati sempre più lunghi.
Oggi Laki continua a seguire regolarmente la sua terapia antiepilettica.
Per me questo è un punto fondamentale.
Brain Balance non è un farmaco e non vuole sostituire in alcun modo le cure veterinarie. La terapia prescritta dal veterinario resta la base del controllo della malattia.
Quello che posso raccontare è la mia esperienza personale.
Affiancando alla terapia una nutrizione attentamente studiata, ho osservato un cambiamento che mi ha dato la forza di continuare questa ricerca.
Oggi Laki continua a seguire regolarmente la sua terapia antiepilettica e, grazie alla combinazione della terapia veterinaria e del percorso alimentare che abbiamo costruito nel tempo, non presenta crisi epilettiche da più di un anno.
Non considero questo un miracolo.
Non considero questo una cura.
Lo considero il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno, fatto di terapia veterinaria, studio, attenzione e nutrizione.
A quel punto ho iniziato a farmi un'altra domanda.
Se io stavo affrontando tutto questo per aiutare il mio cane, quanti altri proprietari si trovavano nella stessa situazione?
Quante persone stavano cercando un'alimentazione che semplicemente non esisteva?
È stato allora che è nata l'idea di Brain Balance.
Ho iniziato a contattare produttori e aziende del settore pet food.
Prima in Italia.
Poi nel resto d'Europa.
Ho scritto a decine e decine di aziende spiegando il progetto e chiedendo se fosse possibile realizzare un alimento realmente chetogenico.
Molti non hanno risposto.
Altri hanno considerato il progetto troppo di nicchia, troppo complicato o semplicemente poco interessante.
Ma non volevo arrendermi.
Così ho continuato a cercare.
Dopo molti tentativi, un'azienda inglese ha deciso di ascoltare davvero il progetto.
Per la prima volta qualcuno ha visto quello che vedevo io.
Non soltanto un prodotto.
Ma una possibilità.
Brain Balance non è nato da un piano marketing.
Non è nato da una moda.
Non è nato da un'analisi di mercato.
È nato dall'amore per un cane.
Dalla paura di perderlo.
Dalla volontà di fare tutto il possibile per aiutarlo.
E dalla convinzione che forse altri proprietari meritassero di trovare una soluzione che io, all'epoca, non ero riuscita a trovare.
Perché prima di essere un marchio, Brain Balance è la storia di Laki.
Ed è la storia di una ricerca che non si è mai fermata.
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Come posso aiutare il mio cane a stare meglio?
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Mi chiamo Simonetta Carducci e tutto è iniziato quando il mio Border Collie, Laki, ha avuto la sua prima crisi epilettica all'età di sette anni.
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Fino a quel momento era un cane sano, attivo, intelligente e pieno di energia. Poi, improvvisamente, la nostra vita è cambiata.
Come accade per molti cani epilettici, è stata introdotta una terapia antiepilettica prescritta dal veterinario.
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Per me questo è sempre stato un punto fondamentale.
La terapia farmacologica è indispensabile e non è mai stata messa in discussione.
Ma nonostante il farmaco, le crisi continuavano a presentarsi. A volte ogni due o tre settimane.
Ogni volta era un colpo al cuore.
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Chi vive con un cane epilettico sa cosa significa assistere a una crisi: vedere il proprio compagno perdere il controllo del corpo, cadere, tremare e sentirsi completamente impotenti.
Ma spesso la parte più difficile arrivava dopo.
​
Quando la crisi finiva, non era davvero finita.
Laki si rialzava, ma per molte ore rimaneva in uno stato di forte agitazione. Camminava nervosamente per casa, abbaiava continuamente e sembrava incapace di ritrovare la calma.
Era come se il suo sistema nervoso non riuscisse a spegnersi.
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Provavo a tranquillizzarlo in ogni modo. Anche i farmaci di emergenza spesso non riuscivano a riportarlo rapidamente a uno stato di serenità.
Vederlo così era quasi doloroso quanto assistere alla crisi stessa.
In quei momenti continuavo a farmi sempre la stessa domanda:
"Posso fare qualcosa di più per lui?"
Quella domanda è diventata una ricerca.
Ho iniziato a leggere pubblicazioni scientifiche, articoli e studi sul metabolismo cerebrale, sulla chetosi e sul possibile ruolo dell'alimentazione come supporto nei cani con problemi neurologici.
Più studiavo, più mi convincevo che valesse la pena provare.
Così ho iniziato a cercare un alimento realmente chetogenico.
Pensavo che esistesse già.
Mi sbagliavo.
Ho analizzato decine di marche, letto etichette, composizioni e valori nutrizionali.
Nessuna offriva quello che stavo cercando.
Nessuna proponeva un alimento realmente chetogenico e privo di carboidrati.
Nessuna.
Così ho deciso di fare da sola.
Ogni settimana preparavo personalmente i pasti di Laki.
Selezionavo gli ingredienti, li preparavo, li porzionavo e riempivo il congelatore per i giorni successivi.
Era un lavoro costante.
Settimana dopo settimana.
Mese dopo mese.
Ma non lo vivevo come un sacrificio.
Era semplicemente il modo migliore che conoscevo per prendermi cura di lui.
Poi è successo qualcosa che non dimenticherò mai.
Dopo circa tre mesi dall'inizio di questo percorso alimentare, ho iniziato a notare un cambiamento.
Le settimane senza crisi hanno iniziato ad aumentare.
All'inizio non volevo illudermi.
Contavo i giorni.
Poi le settimane.
Ogni settimana che passava senza una crisi era una piccola vittoria.
Un record.
Controllavo continuamente il calendario.
Per mesi avevo vissuto aspettando la prossima crisi.
Adesso iniziavo a sperare.
Con il passare del tempo gli intervalli tra una crisi e l'altra sono diventati sempre più lunghi.
Oggi Laki continua a seguire regolarmente la sua terapia antiepilettica.
Per me questo è un punto fondamentale.
Brain Balance non è un farmaco e non vuole sostituire in alcun modo le cure veterinarie. La terapia prescritta dal veterinario resta la base del controllo della malattia.
Quello che posso raccontare è la mia esperienza personale.
Affiancando alla terapia una nutrizione attentamente studiata, ho osservato un cambiamento che mi ha dato la forza di continuare questa ricerca.
Oggi Laki continua a seguire regolarmente la sua terapia antiepilettica e, grazie alla combinazione della terapia veterinaria e del percorso alimentare che abbiamo costruito nel tempo, non presenta crisi epilettiche da più di un anno.
Non considero questo un miracolo.
Non considero questo una cura.
Lo considero il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno, fatto di terapia veterinaria, studio, attenzione e nutrizione.
A quel punto ho iniziato a farmi un'altra domanda.
Se io stavo affrontando tutto questo per aiutare il mio cane, quanti altri proprietari si trovavano nella stessa situazione?
Quante persone stavano cercando un'alimentazione che semplicemente non esisteva?
È stato allora che è nata l'idea di Brain Balance.
Ho iniziato a contattare produttori e aziende del settore pet food.
Prima in Italia.
Poi nel resto d'Europa.
Ho scritto a decine e decine di aziende spiegando il progetto e chiedendo se fosse possibile realizzare un alimento realmente chetogenico.
Molti non hanno risposto.
Altri hanno considerato il progetto troppo di nicchia, troppo complicato o semplicemente poco interessante.
Ma non volevo arrendermi.
Così ho continuato a cercare.
Dopo molti tentativi, un'azienda inglese ha deciso di ascoltare davvero il progetto.
Per la prima volta qualcuno ha visto quello che vedevo io.
Non soltanto un prodotto.
Ma una possibilità.
Brain Balance non è nato da un piano marketing.
Non è nato da una moda.
Non è nato da un'analisi di mercato.
È nato dall'amore per un cane.
Dalla paura di perderlo.
Dalla volontà di fare tutto il possibile per aiutarlo.
E dalla convinzione che forse altri proprietari meritassero di trovare una soluzione che io, all'epoca, non ero riuscita a trovare.
Perché prima di essere un marchio, Brain Balance è la storia di Laki.
Ed è la storia di una ricerca che non si è mai fermata.